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Tappeti da esterno

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Tappeto da esterno: resistente alle intemperie, robusto e facile da pulire per l'uso all'aperto

La grande domanda prima dell'acquisto è sempre la stessa: il tappeto regge davvero all'aperto, con la pioggia, il sole, lo sporco e l'uso quotidiano? La risposta sta nel materiale. Un tappeto da esterno resistente alle intemperie è composto di norma da polipropilene, il materiale più diffuso per l'uso esterno. Il polipropilene non assorbe acqua, asciuga molto rapidamente e mantiene i colori inalterati anche dopo un'intera estate sotto il sole. È proprio questo a farne un tappeto per terrazza e un tappeto per balcone affidabili.

Il vantaggio è presto spiegato: il tuo spazio esterno diventa una vera zona living. Un tappeto da esterno definisce l'area salotto, porta struttura alla terrazza e risulta molto più piacevole a piedi nudi rispetto a pietre o piastrelle fredde. Lo stendi e l'angolo lounge appare subito più caldo e accogliente.

A cosa prestare attenzione nel catalogo: materiale sintetico (polipropilene, poliestere o PE), indicazioni sulla resistenza ai raggi UV e un retro che garantisca stabilità. Questi tre elementi determinano se il tuo tappeto reggerà all'aperto per anni.

Idrorepellente, non impermeabile: cosa significa per la pioggia e la muffa

Importante per la gestione delle aspettative: la maggior parte dei tappeti da esterno è idrorepellente, ma non completamente impermeabile. Quando il tappeto si bagna, l'acqua scorre via tra le fibre invece di essere assorbita. Un materiale resistente alle intemperie tollera bene l'umidità, ma non dovrebbe essere esposto a piogge continue e prolungate.

La muffa si forma raramente nel tappeto stesso, bensì per via del ristagno d'acqua al di sotto. In assenza di circolazione d'aria, l'umidità rimane intrappolata e si crea un microclima umido. Su una terrazza con pavimento in legno, l'acqua sotto il tappeto non può evaporare e favorisce la formazione di alghe, muschio e muffa. La soluzione: un retro del tappeto con bugne. Garantisce una posizione leggermente rialzata e un migliore deflusso dell'acqua, evitando fin dall'inizio il ristagno. Con una corretta ventilazione e drenaggio, il tappeto rimane resistente alla muffa.

Confronto tra materiali: polipropilene, poliestere, PE e nylon

Ogni materiale ha i suoi punti di forza. Ecco una panoramica per scegliere quello giusto in base alla tua situazione.

  • Polipropilene: lo standard per l'esterno. Idrofobo a livello di fibra, vale a dire che l'acqua scorre via invece di penetrare, inoltre fortemente resistente ai raggi UV e ad asciugatura rapida. Con un'esposizione UV molto intensa e prolungata, il materiale può diventare fragile dopo diversi anni.
  • Poliestere: l'alternativa di qualità superiore, risulta più morbido e tessile al tatto e offre colori più brillanti. Asciuga un po' più lentamente e assorbe più umidità, il che aumenta il rischio di muffa in ambienti umidi o scarsamente ventilati.
  • Polietilene (PE): il materiale più robusto tra le fibre sintetiche, ideale per zone soggette a forte usura. Per carichi estremi, come pesanti mobili da giardino posizionati in modo permanente, esistono tappeti in HDPE a tessitura più fitta con maggiore resistenza alla pressione e all'abrasione.
  • Nylon: il materiale di qualità più elevata e più costoso, estremamente resistente all'abrasione e ai raggi UV, ma meno idrorepellente del polipropilene. Pertanto più indicato per zone protette. In un angolo lounge coperto, dove la pioggia arriva a malapena, il nylon esprime appieno la sua resistenza all'abrasione.

Una parola sulle fibre naturali: portano un'atmosfera naturale, ma sono solo parzialmente resistenti alle intemperie. La iuta, ad esempio, assorbe rapidamente l'acqua e asciuga lentamente, quindi non è adatta alla pioggia. Per l'esterno vero e proprio, le fibre sintetiche rimangono la scelta sicura.

Tappeto da esterno resistente alle intemperie per l'inverno: riporre o lasciare fuori

I tappeti da esterno resistono a pioggia, sole e leggere gelate. In condizioni estreme, come piogge intense e prolungate o neve, è consigliabile riporli. In questo modo si prolunga sensibilmente la durata.

Prima di riporre il tappeto, deve essere completamente asciutto, altrimenti l'umidità intrappolata porta nel tempo a odori o danni. Per la conservazione, arrotolalo invece di piegarlo, così si evitano le pieghe, e riponilo in un luogo asciutto e ben ventilato. Un tappeto da esterno sintetico scelto con cura dura, con la giusta manutenzione, circa 5-7 anni, qualcosa in meno nelle zone molto umide.

Antiscivolo su piastrelle e legno: il sottotappeto giusto

Un tappeto da esterno può risultare un po' scivoloso su superfici lisce. Non tutti i modelli hanno un retro gommato, quindi su pavimenti in piastrelle o legno levigato vale la regola: utilizzare un sottotappeto antiscivolo aggiuntivo. In questo modo il tappeto rimane stabile e non si sposta nemmeno con il vento.

Sotto i mobili pesanti, il tappeto con sottotappeto antiscivolo mantiene meglio la forma. Vale la pena soprattutto con un gruppo seduta fisso che resta nello stesso posto per tutta l'estate.

Pulizia del tappeto da esterno: acqua, sapone e spazzola al posto dell'alta pressione

Un tappeto facile da pulire non richiede prodotti chimici. Ecco come procedere:

  • Prima scuotere o passare l'aspirapolvere per rimuovere lo sporco e la polvere in superficie.
  • Pulire con acqua, sapone delicato e una spazzola. Prodotti chimici aggressivi o candeggina danneggiano le fibre e vanno quindi evitati.
  • Il tubo da giardino è consentito, ma evitare l'alta pressione. Un idropulitore solo a bassa potenza e a circa 30 cm di distanza, altrimenti le fibre ne risentono.
  • Dopo la pulizia, appendere rapidamente ad asciugare per evitare il ristagno d'acqua.

Un esempio tipico: la macchia di grasso dopo il barbecue. Prima aspirare, poi trattare con sapone delicato e spazzola e infine far asciugare il tappeto al sole. I raggi UV eliminano anche le spore di muffa. A seconda dell'uso e delle condizioni meteorologiche, è sufficiente una pulizia ogni poche settimane o all'occorrenza.

Misure e forme per terrazza e balcone

La misura giusta fa la differenza tra un effetto accogliente e uno sperduto. Come regola generale, scegli il tappeto almeno 30 cm più largo del tuo gruppo di mobili.

  • Balcone piccolo: circa 120 x 180 cm sono sufficienti per incorniciare una poltrona o un piccolo tavolo. I balconi stretti si valorizzano con un passatoia che, nonostante lo spazio ridotto, aggiunge texture, colore e calore.
  • Terrazza con gruppo seduta: 160 x 230 cm per un divano a due posti con tavolino, 200 x 300 cm come classico per lounge più grandi. Con un gruppo seduta, almeno le gambe anteriori dei mobili lounge devono poggiare sul tappeto.
  • Terrazza ampia: 300 x 400 cm conferiscono un aspetto generoso e raccolgono l'intera superficie.
  • Tavolo da pranzo all'aperto: prevedere un bordo da 60 a 70 cm tutt'intorno, affinché le sedie rimangano sul tappeto quando vengono spostate.

Sulla forma: il rettangolo è la scelta più versatile per la maggior parte degli spazi esterni. Un tappeto rotondo sotto un tavolo da giardino rotondo dona all'angolo lounge un proprio centro. I tappeti da esterno sono disponibili rotondi, ovali, rettangolari, quadrati e come passatoie.