Come nasce un tappeto: dal primo filo al pezzo finito per la casa
Come nasce un tappeto quando un pezzo richiede mesi o anni
Immagina di ordinare qualcosa e aspettare due anni. Per un tappeto annodato a mano non si tratta di un ritardo, ma della normalità. Un pezzo simile nasce, a seconda delle dimensioni e della densità dei nodi, in sei mesi fino a diversi anni. E questo vale solo a partire dalla prima fila di nodi. Prima ancora si svolge tutta la preparazione del materiale: la raccolta della lana, il lavaggio, la cardatura, la filatura e la tintura con colori vegetali.
Proprio per questo vale la pena capire come viene prodotto un tappeto prima di acquistare. Chi sa come nasce un tappeto riesce a valutare molto meglio prezzo, aspetto estetico e durata. La risposta breve alla domanda su come vengono prodotti i tappeti: esistono tre grandi metodi, e differiscono enormemente per tempo, abilità e risultato.
La base è quasi sempre la stessa. Ordito e trama formano il tessuto di base che dà stabilità al tappeto. L'ordito corre in senso longitudinale e viene teso per primo sul telaio durante la lavorazione. Il filo di trama corre trasversalmente, alternativamente sopra e sotto l'ordito. Ordito e trama sono solitamente in cotone. Il pelo è la superficie calpestabile, ovvero le estremità dei nodi che sporgono verso l'alto. Un tappeto composto solo da ordito e trama senza pelo si chiama kilim.
La densità dei nodi fa la differenza: cosa si cela dietro 100'000 fino a oltre 1'000'000 di nodi
Il dato più importante di un tappeto annodato a mano è la densità dei nodi. Più nodi per metro quadrato, più fine è il disegno e più prezioso è il pezzo. Un vero tappeto annodato a mano può avere da 100'000 a oltre 1'200'000 nodi per metro quadrato.
Un esempio di calcolo mostra cosa questo significa in termini di ore di lavoro. Un tappeto persiano nel formato 2x3 metri con 300'000 nodi per metro quadrato raggiunge circa 1,8 milioni di nodi. Una mano esperta, a seconda della finezza, realizza qualche migliaio fino a circa diecimila nodi al giorno. Un pezzo più grande di 300 x 400 centimetri con 500'000 nodi per metro quadrato richiede circa 600 giorni.
Le indicazioni variano notevolmente tra le fonti. Con 100'000 nodi per metro quadrato si calcola circa un anno, con 225'000 nodi tre fino a cinque anni. Considera i valori come un intervallo, non come una formula esatta. Ciò che conta è l'ordine di grandezza: la finezza richiede tempo, e il tempo alla fine si riflette nel valore.
Come la finezza si manifesta nel disegno
I tappeti molto grossolani iniziano a circa 40'000 nodi per metro quadrato. In questo caso il disegno rimane semplice e campito. Un fine Tabriz 70Raj con oltre 1'000'000 di nodi per metro quadrato può invece mostrare ornamenti filigranati, curve morbide e sfumature di colore delicate. Più è piccolo il singolo nodo, più è possibile disegnare con precisione. Un po' come un'immagine ad alta risoluzione.
Nodo Senneh e nodo Ghiordes: due modi per legare ogni fibra singolarmente
Nell'annodatura ogni filo del pelo viene annodato singolarmente attorno ai fili dell'ordito. Nei tappeti orientali si distinguono principalmente due tipi di nodo. Il nodo persiano Senneh è asimmetrico, il nodo turco Ghiordes è simmetrico. Entrambi fissano durevolmente ogni fibra all'ordito.
È proprio questo a rendere i tappeti annodati a mano così robusti. Poiché ogni fibra è ancorata individualmente e saldamente, perdono pochissimo pelo e spesso durano generazioni. Dopo la finitura il tappeto viene tolto dal telaio, lavato, il che influisce sull'intensità del colore e sulla mano, e dopo l'asciugatura viene nuovamente rifilato con le forbici a un'altezza del pelo uniforme.
Dal vello al filo: raccolta della lana, lavaggio, cardatura, filatura e tintura prima della prima fila
Prima che cada un solo nodo, accade molto. La lana viene raccolta, lavata, cardata e filata in filato. Solo allora segue la tintura, nei tappeti tradizionali spesso con colori vegetali. Questa preparazione è una fase artigianale a sé stante ed è uno dei motivi per cui un tappeto annodato a mano non nasce in poche ore.
La lana è la fibra naturale più utilizzata nell'artigianato dei tappeti. È naturalmente resistente allo sporco, isolante termicamente, elastica e resistente all'usura. Inoltre influisce positivamente sul clima degli ambienti: la lana può assorbire circa il 33 percento del suo peso in acqua senza dare la sensazione di essere bagnata. Questo regola l'umidità e la temperatura dell'ambiente.
Tessitura, annodatura e tufting a confronto diretto
Le tre tecniche producono tappeti molto diversi tra loro. Nella tessitura i fili di ordito e di trama vengono intrecciati; un tappeto tessuto non ha pelo. Un kilim, ad esempio, mostra lo stesso disegno su fronte e retro ed è utilizzabile su entrambi i lati, il che lo rende robusto. Nell'annodatura ogni filo del pelo viene annodato singolarmente, dando origine a tappeti più spessi. Nel tufting il filato viene inserito a macchina o con una pistola per filati in un tessuto portante preconfezionato. Il principio si basa sulla macchina da cucire e si è affermato industrialmente negli anni '50.
Nel tufting l'ago perfora il materiale dal retro, davanti si forma un cappio. Se viene tagliato si ottiene del velluto, se rimane intatto si ottiene della moquette a bouclé. Per stabilizzare il retro dei tappeti tuftati viene gommato. Per questo motivo non sono lavabili.
| Tecnica | Struttura | Tempo e prezzo | Idoneità |
|---|---|---|---|
| Tessitura | ordito e trama intrecciati, nessun pelo | più tempo e artigianato, più robusto | aree ad alto traffico come corridoi o lobby di hotel |
| Annodatura | ogni filo del pelo annodato singolarmente | da mesi ad anni, valore massimo | massima qualità, durevole per generazioni |
| Tufting | filato inserito nel tessuto portante, retro gommato | rapido e conveniente | salotti e camere da letto confortevoli, grande flessibilità di design |
Dall'industrializzazione dei telai nel XIX secolo, il tempo di produzione nella fabbricazione meccanica è sceso a circa un'ora per tappeto. I tappeti tuftati sono quindi più veloci e meno costosi, quelli tessuti richiedono più tempo e abilità ma durano di più. I tappeti industriali vengono oggi prodotti quasi esclusivamente con il tufting, in cui il filato viene formato in cappi da appositi ganci.
Il materiale determina la cura e la durata: lana, fibre naturali, fibre sintetiche
Il materiale determina come si cura il tappeto e quanto a lungo dura. Una breve panoramica.
Lana e fibre naturali
- Lana: resistente allo sporco, isolante termicamente, elastica. Il fatto che la lana perda un po' di pelo è una caratteristica normale del prodotto naturale, non un difetto.
- Cotone: insensibile allo sporco, generalmente lavabile, in parte persino lavabile in lavatrice.
- Sisal: antistatico, non attira la polvere e isola bene il rumore da calpestio. Il sisal non deve però bagnarsi, altrimenti perde la forma o si deteriora.
Le fibre naturali sono biodegradabili; lana, cotone e sisal sono persino completamente compostabili.
Fibre sintetiche
- Polipropilene: idrorepellente, resistente allo sporco e alle macchie, adatto quindi agli ambienti umidi. Si consuma però relativamente in fretta ed è facilmente infiammabile.
- Poliammide (nylon): rende le fibre flessibili e resistenti, il tappeto rimane morbido e diventa più durevole.
- Poliestere: durevole, molte varianti vengono oggi prodotte con PET riciclato.
Come orientamento generale: le fibre naturali di qualità come la lana durano spesso dai 15 ai 25 anni, le varianti sintetiche in polipropilene piuttosto 5-10 anni. Questi dati provengono da una singola fonte e sono da intendersi come valori indicativi. In termini di qualità dell'aria interna, i tappeti in fibre sintetiche risultano inoffensivi secondo la Stiftung Warentest: non rilasciano praticamente sostanze nocive. In un test su 50 tappeti nessuno presentava generalmente un rischio per la salute, ma un tappeto su tre aveva ancora un odore sgradevole dopo quattro settimane. Chi vuole essere sicuro, al momento dell'acquisto presta attenzione all'«Angelo Blu», raccomandato dalla Deutsche Umwelthilfe.
Quale tappeto si adatta a quale casa: artigianato, quotidianità o budget
Alla fine conta ciò che fa per te. Per la massima qualità e durata depongono i tappeti annodati a mano. Un tappeto in lana si può pulire e riparare quasi senza limiti. Pensa a una famiglia che tramanda un pezzo simile di generazione in generazione: è esattamente questo valore che è racchiuso nel lavoro artigianale. Per stili abitativi naturali si prestano i tappeti tessuti a mano, per il design moderno e le tendenze DIY i tappeti tuftati con la loro struttura morbida e grande libertà creativa.
Alcune regole pratiche:
- Alto traffico come corridoio o ingresso: tappeti tessuti, perché la loro struttura è più robusta.
- Soggiorno e camera da letto con focus sul comfort: tappeti tuftati o in lana.
- Ambienti più umidi: polipropilene, perché è idrorepellente e resistente alle macchie.
- Esigenza e mantenimento del valore: pezzi annodati a mano, dal classico tappeto persiano al moderno tappeto di design o ai tappeti in edizione limitata.
Che tu scelga l'artigianato, la praticità quotidiana o un budget più contenuto: sapere come è stato realizzato il tappeto ti permette di fare la scelta con piena consapevolezza.
Domande frequenti
Quanto tempo ci vuole per annodare a mano un tappeto?
A seconda delle dimensioni e della densità dei nodi, da sei mesi a diversi anni. Un pezzo di 300 x 400 centimetri con 500'000 nodi per metro quadrato richiede circa 600 giorni. Le indicazioni variano tra le fonti: con 100'000 nodi per metro quadrato si calcola circa un anno, con 225'000 nodi tre fino a cinque anni. A ciò si aggiunge la preparazione con lavaggio, cardatura, filatura e tintura, prima ancora della prima fila di nodi.
Come riconosco se un tappeto è annodato a mano?
Nei tappeti annodati a mano ogni filo del pelo è annodato singolarmente attorno ai fili dell'ordito, solitamente come nodo persiano Senneh (asimmetrico) o nodo turco Ghiordes (simmetrico). Poiché ogni fibra è saldamente collegata all'ordito, questi tappeti perdono pochissimo pelo e si possono pulire e riparare quasi senza limiti. I tappeti tuftati hanno invece un retro gommato e non sono lavabili.
Cosa indica la densità dei nodi sulla qualità?
Più nodi per metro quadrato, più fine è il disegno e più prezioso è il tappeto. I pezzi grossolani iniziano a circa 40'000 nodi per metro quadrato, i tappeti più fini come un Tabriz 70Raj presentano oltre 1'000'000 di nodi. Una densità maggiore consente disegni più filigranati e comporta al contempo più ore di lavoro, il che si riflette nel valore.
Perché i tappeti in lana perdono pelo e si sfilacciano? È un difetto?
No, non è un difetto. La perdita di pelo della lana è una caratteristica normale del prodotto naturale e si attenua con il tempo. La lana offre in compenso molti vantaggi: è resistente allo sporco, isolante termicamente ed elastica, e può assorbire circa il 33 percento del suo peso in acqua senza dare la sensazione di essere bagnata. Questo influisce positivamente sul clima dell'ambiente.
Quale materiale è più facile da curare: lana o fibra sintetica?
Per una cura semplice le fibre sintetiche sono spesso più pratiche: il polipropilene è idrorepellente, resistente allo sporco e alle macchie e si presta anche agli ambienti umidi, ma si consuma più rapidamente. La lana è naturalmente resistente allo sporco e, con una buona cura, dura a lungo, ma perde un po' di pelo e non tollera un trattamento sbagliato. I tappeti in cotone sono insensibili allo sporco e in parte persino lavabili in lavatrice.


